Evoluzione del prezzo del barile di petrolio

Si sente spesso parlare del petrolio come di un investimento redditizio a lungo termine in ragione delle prospettive rialziste del prezzo del barile. Ma per capire meglio come funziona l’evoluzione del prezzo del barile di petrolio e giudicare meglio queste prospettive di rialzo nel futuro, ecco un riassunto storico di questa evoluzione ed alcune spiegazioni pratiche.

 

Breve riassunto sul petrolio in quanto attivo

Prima di interessarci concretamente all’evoluzione storica del barile di petrolio, è importante ricordare come funzionano la domanda e l’offerta su questo attivo. 

Sappiamo infatti che il petrolio è una materia prima molto utilizzata dall’industria mondiale e che la sua produzione si divide in diversi paesi come la Russia, l’Arabia Saudita e gli Stati Uniti. C’è poi la produzione del mare del Nord che riguarda il petrolio di Brent.

Questo tipo di petrolio, per la sua rarefazione, è diventato più costoso del WTI, che è più ampiamente scambiato sui mercati finanziari.

Per quel che riguarda la domanda di petrolio, proviene ovviamente da tutte le regioni del mondo ma alcuni paesi come la Cina ne sono grandissimi consumatori, per via della loro forte crescita industriale.

Tra questi grandi importatori e consumatori, si contano anche l’Unione Europea, il Giappone e gli Stati Uniti.

A partire da questi dati, e più precisamente dall’aumento costante della domanda, gli specialisti continuano ad affermare che il petrolio grezzo dovrà conoscere un limite di produzione che poserà dei problemi a partire dal 2050, dopo che il picco di produzione massima sarà stato raggiunto. È quindi logico che i prezzi seguano una tendenza la rialzo. 

Il petrolio è infatti una risorsa naturale non rinnovabile che è condannata ad esaurirsi in ragione della sua significativa estrazione.

 

Il fenomeno degli choc petroliferi e la loro influenza sull’evoluzione dei prezzi

Si sente spesso parlare di choc petroliferi come di momenti propizi a un’improvvisa fiammata dei prezzi del barile di petrolio. Parecchi di questi choc hanno infatti marcato la storia dell’oro nero, a cominciare da quelli del 1973 e del 1980 che hanno provocato un rialzo spettacolare dei valori arrivando fino a triplicare il prezzo del barile in soltanto alcune settimane. Il barile ha così raggiunto i 40 dollari nel 1980, prima di oscillare tra i 15 e i 35 dollari tra il 1986 e il 1999.

La Guerra del Golfo del 1991 ha poi provocato una nuova salita dei corsi. Ma a partire da questo periodo, il prezzo del barile non ha più smesso di evolversi al rialzo con il terzo choc petrolifero del 2003 e un picco a 145 dollari nel 2008.

 

Correzioni al ribasso frequenti ma poco durature

Se si considera che la linea di tendenza a lungo termine del petrolio grezzo rimane decisamente al rialzo, questa tendenza molto larga è talvolta punteggiata di micromovimenti al ribasso. È stato questo il caso, per esempio, tra il 2008 e il 2009 con una caduta da 145 a 40 dollari il barile. Ma questo ribasso velocissimo ha lasciato il posto ad un nuovo rialzo fino a 100 dollari nel 2011. 

La domanda e l’offerta non sono quindi i soli fattori che influenzano l’evoluzione dei prezzi del petrolio, visto che le decisioni politiche giocano anche qui un ruolo importante. È quello che spiega, tra l’altro, il ribasso del 2011 a seguito dell’annuncio dell’AIE di fornire 2 milioni di barili al giorno per un mese. 

Gli effetti delle voci e i diversi conflitti che toccano attualmente i paesi produttori e i paesi consumatori hanno spesso la tendenza ad aumentare il prezzo del barile o a farlo abbassare. Ma la tendenza a lungo termine rimane decisamente al rialzo.

Trattate il petrolio con dei segnali!

Come avete potuto constatare, il prezzo del barile di petrolio subisce delle variazioni molto rilevanti ed a volte in poco tempo, cosa che rappresenta delle grandi opportunità per gli investitori. Anche voi potete puntare sull’evoluzione del prezzo del barile di petrolio grazie ai CFD.